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Crotone
Maggio,6,2021

S.GIOVANNI IN F., UIL-FPL: ATTO AZIENDALE DELUDENTE. CHIEDIAMO UN OSPEDALE COVID-FREE

“Con delibera n° 271 dell’ 8 Aprile 2021 l’Asp di Cosenza pubblica il tanto atteso e bramato atto aziendale, documento importantissimo che disegna la riorganizzazione e il funzionamento di governo dell’Azienda Sanitaria sul territorio provinciale, nel quale si ripongono forti aspettative, soprattutto per il rilancio di alcune aree territoriali, tra cui San Giovanni in Fiore, già deturpate dal Piano di Rientro Regionale. Risulterà importante nel confronto con i sindacati approfittare di tale strumento per far emergere proposte costruttive valorizzando quel che di buono c’è sul territorio”. È quanto scrive il delegato Uil-Fpl Luigi Nigro dopo l’approvazione dell’atto aziendale dell’Asp di Cosenza. “Per la sanità sangiovannese, da quanto si apprende dall’atto aziendale, la situazione rimarrà immutabile, nonostante le promesse fatte dall’Amministrazione Comunale. Da ciò non è difficile capire che la politica locale risulta essere poco incisiva – continua – nel battere i pugni all’interno dei palazzi del potere della sanità cosentina, in altre parole un vero fallimento, il cui prezzo è sempre a carico dei cittadini”. “La Uil-Fpl esprime di San Giovanni in Fiore esprime dissenso e disdegno per tutto ciò, in quanto i bisogni sanitari della popolazione che vive nel nostro territorio, non vengono considerati con la giusta importanza e il valore che meritano e di questo bisogna prendere atto”. L’esponente della Uil-Fpl chiede, inoltre, “quali sono state le risposte ottenute dal tanto acclamato documento sponsorizzato dell’amministrazione comunale? Inoltre, quali sono stati i frutti prodotti dalla dettagliata relazione esposta in Consiglio Comunale dall’assessore alla Sanità territoriale? A scrivere e parlare siamo tutti bravi ma la differenza la fanno i fatti e ad oggi siamo certi di una sola cosa, non abbiamo ottenuto nulla di concreto, nulla che ci sposti dall’oblio che ci circonda. In merito al  documento sottoscritto dal consiglio comunale, la UIL-FPL sin da subito ha espresso perplessità e ne ha preso le distanze, vista la scarsa validità di contenuti, la poca qualità tecnica e l’impostazione a evidente slogan politico. Il  nostro territorio non merita una sanità di secondo livello ma noi della UIL-FPL non ci stiamo, facciamo appello a tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione affinché venga istituito un Tavolo Tecnico co-partecipato, con rappresentanti delle forze sindacali, dell’associazionismo di settore e di tutta la cittadinanza attiva, al fine di proporre soluzioni e intraprendere iniziative realizzabili volte a riqualificare il nostro territorio con una sanità che possa soddisfare i bisogni di tutti e di ciascuno ottenendo una sanità territoriale di tipo inclusivo”. “Nel momento in cui l’amministrazione comunale ha promesso e garantito ai cittadini che il nostro ospedale avrebbe ottenuto un reparto covid, ha preannunciato un evidente fallimento, in quanto le caratteristiche strutturali dello stesso non avrebbero consentito di ottenere il risultato sperato  e di questo, noi della UIL-FPL, ne eravamo sicuri. La nostra proposta invece si basa su fatti logici e concreti: senza perder tempo ed energie, bisogna lavorare per rendere il nostro nosocomio una struttura Covid-Free, ciò  consentirebbe di ampliare il raggio d’azione dell’offerta sanitaria nell’attivo reparto di Medicina, all’interno del quale lavorano validissimi professionisti, utilizzando i locali di lungo degenza già predisposti strutturalmente e che non avrebbero  bisogno di alcun adeguamento, quindi zero costi ed ottimi benefici in quanto, la struttura Covid Free consentirebbe, di proporre politicamente, la riapertura della chirurgia per effettuare piccoli interventi che, a causa del Covid sono stati rinviati a data da destinarsi negli Hub e Spoke, ciò determinerebbe un’emigrazione sanitaria a vantaggio non solo del nostro nosocomio ma di tutta l’economia locale. In molte Regioni d’Italia, la politica sta riqualificando gli ospedali periferici in strutture Covid-Free garantendo una risposta sanitaria a patologie che  non possono  e non devono essere ignorate. II Covid ha cambiato il modo di fare sanità – conclude Nigro – e noi dobbiamo adeguarci!

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