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Febbraio,25,2024

Sanità: pubblicato in Gazzetta Ufficiale la proroga del Decreto Calabria

La commissione Finanze e Tesoro del Senato ha approvato l’emendamento con cui viene prorogato il Decreto Calabria. Il testo è stato leggermente modificato rispetto all’originaria versione e farà parte del cosiddetto Decreto Proroghe.
Resta la proroga di un anno, dal 31 dicembre 2023 al 31 dicembre 2024. Una norma destinata ai commissari straordinari di Asp e di aziende ospedaliere che dovranno essere confermati o nominati (ex novo) entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto.
Come da attese, è stata soppressa la disposizione che bloccava i pignoramenti nei confronti degli enti del servizio sanitario regionale.
La legge sarebbe giunta a naturale scadenza il 31 dicembre ma è stata anticipata anche in conseguenza di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea a causa della non conformità della Calabria alla direttiva comunitaria contro i ritardati pagamenti.
Per quanto riguarda gli appalti sanitari, viene prevista la possibilità di convenzione con Azienda Zero o con la stazione unica appaltante regionale.
Disposta anche la proroga dei contratti di lavoro flessibile a supporto dell’ufficio del commissario della sanità calabrese e lo stanziamento di 58 milioni per l’edilizia sanitaria.
“I fondi saranno 19,4 milioni di euro per il 2024 e di 38,6 milioni di euro per il 2025, e saranno destinati, ad esempio, al finanziamento delle varianti progettuali relativi ai lavori per la realizzazione degli ospedali della Sibaritide, di Vibo Valentia, di Catanzaro e di Gioia Tauro” ha affermato, in una nota, il Presidente della Regione Roberto Occhiuto.
Occhiuto ha affermato che “il sistema sanitario della nostra Regione si è risvegliato dal coma e passo dopo passo sta intraprendendo un lungo percorso verso la normalità. Il mio governo regionale sta accompagnando questo processo con attenzione e dedizione. Stiamo vedendo i primi risultati del duro e complesso lavoro iniziato due anni fa, ma la strada da fare è ancora tanta»

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