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Aprile,19,2024

Operazione Mala Sanitas: arresti e sospensioni per alcuni medici degli "Ospedali Riuniti"

Cartelle cliniche “manipolate” o falsificate per coprire le responsabilità derivanti dagli errori medici commessi nei reparti di Ostetricia e ginecologia, di Neonatologia e di Anestesia del Presidio ospedaliero “Bianchi-Melacrino-Morelli” (“Ospedali Riuniti”) di Reggio Calabria. E’ lo spaccato emerso dall’inchiesta “Mala sanitas” coordinata dalla Procura della Repubblica reggina e dal Gico del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza. Nell’ordinanza che ha portato ai domiciliari 4 medici ed alla sospensione dalla professione di altri sei e di una ostetrica, il gip parla dell'”esistenza di una serie di gravi negligenze professionali e di ‘assoluta freddezza e indifferenza’ verso il bene della vita che di contro dovrebbero essere sempre abiurate dalla nobile e primaria funzione medica chiamata ‘a salvare gli altri’ e non se stessi”. Dalle indagini sarebbe emersa l’esistenza di un sistema di copertura illecito, condiviso dall’intero apparato sanitario, che è stato attuato tutte le volte in cui “le cose non sono andate come dovevano andare” nell’esecuzione dell’intervento sulle singoli gestanti o pazienti, per evitare di incorrere nelle conseguenti responsabilità soprattutto giudiziarie. Nelle conversazioni intercettate nel corso delle indagini, si sentono gli indagati che, a seconda il caso trattato e il bisogno necessario, si esprimono dicendo “la si chiuderà e poserà nell’armadio”, oppure che la cartella sarà alterata “con bianchetto”, o si inciderà sulla stessa “con una striatura”, o si provvederà a introdurre nella stessa falsi documenti sanitari o a sopprimerne “parti”. Secondo gli inquirenti, all’occorrenza, la cartella veniva confezionata ad arte o veniva omesso deliberatamente di attestare ciò che era stato visto e compiuto durante l’intervento.

 

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