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Maggio,25,2024

Cocaina, filo diretto tra Napoli e Catania passando per Gioia Tauro

Un clan di camorra dalla «dimensione ultraregionale», da tempo con le mani su un «consistente volume d’affari nel narcotraffico». L’ultima relazione della Direzione investigativa antimafia sul secondo semestre del 2022 conferma il peso delle famiglie Sautto-Ciccarelli, clan camorristico egemone a Caivano e al Parco Verde. A leggere le annotazioni della struttura investigativa antimafia nazionale, si capisce quanto quello che fino al 2014 era un gruppo sotto l’influenza del clan Moccia di Afragola sia cresciuto, raggiungendo una dimensione criminale importante, in rapporti con gruppi della ndrangheta calabrese e della mafia siciliana. Un quadro chiaro, ormai, alla Dia. Il clan guidato dai fratelli Giovanni, Antonio e Domenico Ciccarelli, alleato con il gruppo di Nicola Sautto, ha ormai raggiunto una dimensione affaristico-criminale che va oltre la provincia napoletana. Affrancati dall’influenza dei Moccia di Afragola dopo l’omicidio di Salvatore Natale nel 2014, secondo la Dia i Ciccarelli-Sautto guadagnano considerazione tra i trafficanti di droga nazionali. Un gruppo che nella sua configurazione attuale ha egemonizzato le attività criminali, e in particolare i traffici di sostanze stupefacenti nel territorio di Caivano. Ma il vero potere dei Sautto-Ciccarelli nel mercato della droga risiede nella rete di relazioni intrecciate con i broker internazionali in legame con gruppi egemoni della ndrangheta. I Sautto-Ciccarelli erano clienti del potente broker internazionale Raffaele Imperiale, estradato da Dubai nel marzo del 2022. Nell’ottobre dello scorso anno, un’operazione della Dia a Reggio Calabria, definita «Tre Croci», ha ricostruito i contatti tra narcotrafficanti colombiani, Imperiale e un gruppo della ndrangheta che aveva base logistica nei containers del porto di Gioia Tauro dove veniva stoccata la cocaina da rivendere.

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