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Settembre,17,2021

ZAKI RESTA IN CARCERE. PROCESSO AGGIORNATO AL 28 SETTEMBRE

Si è appena conclusa la prima udienza del processo a Patrick Zaki presso il tribunale di Mansura, in Egitto. È durata poco più di cinque minuti e lo studente egiziano dell’università di Bologna ha preso la parola lamentando in sostanza di essere stato detenuto oltre il periodo legalmente ammesso per i reati minori di cui è accusato adesso. Anche la sua legale ha sostenuto la stessa tesi chiedendone il rilascio o almeno l’accesso al dossier che lo riguarda. Il processo è stato aggiornato al 28 settembre: lo studente egiziano dell’università di Bologna rimarrà in carcere fino a quella data. L’annuncio, come testimonia l’ANSA sul posto, è stato dato da un poliziotto al termine della prima udienza del processo che si svolge a Mansura. “28 settembre, 28 settembre”, hanno urlato parenti e attivisti rivolti alla piccola grata di un furgone blindato azzurro, dove sono sicuri di aver intravisto Patrick, ai quali premeva di fargli sapere la prossima scadenza che altrimenti nessuno gli avrebbe comunicato. La sua legale, Hoda Nasrallah, nel confermare la data all’ANSA, non ha saputo precisare se il suo assistito venga portato indietro al carcere di Torah, al Cairo, o in qualche prigione di Mansura. Zaki era ammanettato nella gabbia degli imputati durante la sua udienza e ha salutato a mani giunte una dozzina di parenti, attivisti e i due diplomatici italiani in aula. Lo testimonia l’ANSA sul posto. La legale ha chiesto l’accesso al suo dossier per avere certezza che le accuse di istigazione al terrorismo siano effettivamente decadute, come sembra dalla natura della Corte, ha spiegato una fonte. Barba, occhiali e codino, Patrick era vestito tutto di bianco con camicia, pantaloni larghi e scarpe da tennis. Ha parlato con impeto davanti a un giudice principale, uno a latere e un cancelliere.

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