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Luglio,12,2024

‘Ndrangheta, sequestrati beni e disponibilità finanziarie per circa 5 milioni di euro nei confronti di un imprenditore calabrese

In una operazione della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata – S.C.I.C.O. e dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Ancona e Pesaro-Urbino, coordinati dalla Dda di Reggio Calabria, diretta dal Dott. Giovanni Bombardieri, sono stati sequestrati beni beni per un valore complessivamente stimato in circa 5 milioni di euro.
L’attività nasce dall’operazione “EYPHEMOS”, già condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria.
L’indagine a carattere economico-patrimoniale è stata eseguita da militari appartenenti al G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Reggio Calabria, nei confronti di un soggetto originario della provincia reggina, con interessi imprenditoriali nel settore dell’edilizia, la cui figura criminale era emersa nella citata operazione “EYPHEMOS”, che ha consentito di disvelare l’articolazione e l’operatività del locale di ‘ndrangheta di Sant’Eufemia d’Aspromonte, dotato di margini di autonomia rispetto alla cosca di riferimento, quella degli “ALVARO”, al cui interno il predetto avrebbe rivestito un ruolo di vertice.
L’imprenditore pianificava le attività economiche da avviare attraverso cui riciclare il denaro e coordinava la realizzazione di atti di disposizione patrimoniale finalizzati ad eludere l’applicazione di misure patrimoniali attraverso l’intestazione fittizia dei beni a lui riconducibili. Per tali condotte – allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità – il soggetto è stato condannato in secondo grado alla pena di 19 anni di reclusione per il reato, tra gli altri, di associazione di stampo mafioso. L’attività d’indagine patrimoniale ha consentito di rilevare, attraverso una complessa e articolata attività di riscontro, il patrimonio direttamente e indirettamente nella disponibilità dell’imprenditore, il cui valore sarebbe risultato sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata. Al contempo, l’indagine patrimoniale ha permesso di ricostruire le complesse manovre elusive ed i meccanismi di mimetizzazione dell’effettiva titolarità di beni immobili, societari e finanziari, nella fittizia titolarità sia di prossimi congiunti che di terzi intestatari dell’imprenditore, ma di fatto nella sua disponibilità. Su queste basi, con il provvedimento in esecuzione, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria – allo stato del procedimento ed impregiudicata ogni diversa successiva valutazione nel merito – ha disposto l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro dell’illecito patrimonio riconducibile all’imprenditore, costituito, nello specifico, dall’intero compendio aziendale di 1 ditta individuale e 2 società operanti nel settore edile, 10 immobili, di cui 3 terreni e 7 fabbricati ubicati nelle province di Reggio Calabria, Ancona e Pesaro Urbino, oltre a rapporti bancari, finanziari, assicurativi e relative disponibilità, per un valore complessivamente stimato in circa 5 milioni di euro.

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