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Maggio,18,2022

‘NDRANGHETA, OPERAZIONE DDA VENEZIA: 6 INDAGATI E UN ARRESTO

Alle prime luci dell’alba i finanzieri di Padova, con la collaborazione dei reparti dipendenti dal Comando Provinciale di Catanzaro e Reggio Calabria e il supporto tecnico del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un trentenne calabrese, soggetto ritenuto contiguo alle cosche di Reggio Calabria “Tegano” e Condello. L’uomo,
secondo l’indagine diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Venezia sarebbe ritenuto colpevole di reati contro la persona e il patrimonio, aggravati dal metodo mafioso, perpetrati ai danni di una donna residente nel padovano. Contestualmente sono state eseguite diverse perquisizioni presso abitazioni e attività commerciali nelle province di Catanzaro, Reggio Calabria e Cosenza. Le ipotesi investigative riguardano sei indagati di origine calabrese, di cui uno sottoposto alla misura restrittiva della libertà personale per reati che vanno dalla violenza privata alle lesioni personali e agli atti persecutori, dalla detenzione e porto abusivo di arma da fuoco all’estorsione, dalla ricettazione al tentativo di rapina e al furto in abitazione, fino a un episodio di danneggiamento seguito da incendio, reati perpetrati, con l’aggravante del metodo mafioso e perpetrati nella Provincia di Padova. L’attività investigativa trae origine dalla denuncia sporta da una persona, nel dicembre 2019, per presunti atti di violenza subiti dall’ex compagno, imprenditore calabrese e operante da diversi anni nel catanzarese nel settore del commercio della carne. Le indagini
hanno poi confermato condotte minacciose e intimidatorie da parte dell’uomo anche ostentando la vicinanza, per ragioni familiari, al contesto criminale mafioso. Le intimidazioni nei confronti della donna erano anche culminate con l’incendio della sua auto.

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