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Agosto,9,2022

DONNE DI CALABRIA RACCONTA GIUDITTA LEVATO SU RAI STORIA

La storia della prima vittima calabrese della lotta al latifondo. Camilla Tagliaferri racconta Giuditta Levato nella seconda puntata di “Donne di Calabria”, una coproduzione Calabria Film Commission e Anele, in collaborazione con Rai Cultura, prodotta da Gloria Giorgianni con Emma Di Loreto, da un’idea produttiva di Giovanni Minoli, in onda domani alle 22.10 in prima visione su Rai Storia. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la legge Gullo aveva decretato l’assegnazione di alcune terre facenti parte di vari latifondi ai contadini che, riuniti in cooperative, li coltivavano. Il provvedimento fu ostacolato dai latifondisti calabresi, che vedevano nei nuovi proprietari contadini degli usurpatori. Questa situazione causò diversi scontri violenti, i primi dei quali furono a Calabricata nel 1946. Iscritta al Partito Comunista, Giuditta Levato fu la prima organizzatrice di queste lotte per la rivendicazione dei diritti che spettavano a lei e a tutti, donne e uomini. Il 28 novembre di quell’anno la donna si unì a un gruppo di persone in protesta contro Pietro Mazza, latifondista del luogo: in circostanze mai del tutto chiarite, dal fucile di una persona al servizio del proprietario terriero partì un colpo che raggiunse la donna all’addome. Giuditta morì a 31 anni al settimo mese di gravidanza, incinta del terzo figlio. Con il marito in guerra, aveva provveduto ai bambini proprio con il lavoro nei campi: la terra rappresentava per lei il lavoro, il pane per i suoi figli e un’idea di giustizia in cui aveva sempre creduto. Per il suo eroico coraggio e la sua determinazione, nel dicembre del 2004, l’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa regionale le ha intitolato la sala conferenze di Palazzo Campanella a Reggio Calabria.

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