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Crotone
Maggio,18,2022

BANCAROTTA, AI DOMICILIARI IMPRENDITORE NEL CROTONESE

La Guardia di Finanza di Crotone ha eseguito un provvedimento di custodia cautelare, emesso dal Tribunale della città calabrese su richiesta della locale Procura della Repubblica, sottoponendo agli arresti domiciliari un uomo di 64 anni, imprenditore di Petilia Policastro (KR). E’ accusato di bancarotta distrattiva e documentale relativa al fallimento di una società di autotrasporti da lui stesso amministrata, avvenuto a causa di un debito di oltre un milione e settecento mila eurogenerato da una sistematica e pluriennale evasione fiscale e contributiva. In esecuzione del provvedimento cautelare, con l’ausilio dei finanzieri di Bologna, le Fiamme Gialle hanno anche sequestrato due società di autotrasporti, con sede legale nella provincia di Crotone, operanti nel territorio del capoluogo emiliano e ritenute lo strumento attraverso il quale l’imprenditore ha proseguito indisturbato la propria attività. Le indagini del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Cotone avrebbe consentito di rilevare che l’imprenditore arrestato, nella fase immediatamente antecedente al fallimento e al fine eludere gli effetti della procedura concorsuale avrebbe trasferito, anche mediante
contratti di vendita simulati i beni aziendali, tra cui 9 autocarri e i dipendenti in una nuova società creata ad hoc e intestata a un suo familiare. Si sarebbe anche appropriato, attraverso l’utilizzo strumentale di un conto corrente intestato a un avvocato di Bologna
compiacente, di un credito commerciale di circa duecento mila euro e avrebbe occultato la documentazione contabile della società fallita. Un analogo schema fraudolento sarebbe stato seguito dall’uomo anche nella gestione della nuova società che, dopo aver accumulato in breve tempo ingenti debiti per oltre settecentomila euro nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, dell’Inps e dell’Inail, è stata svuotata mediante la cessione di beni aziendali, forza lavoro e avviamento ad una terza impresa con stessa sede operativa ed intestata, questa volta, ad un ex dipendente. Le società sequestrate sono state affidate ad un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Crotone affinché possa gestirne il patrimonio, composto, tra l’altro, da oltre 35 automezzi pesanti ed autovetture.

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