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Luglio,23,2024

Confiscati ad imprenditore di Gioia Tauro beni per un valore complessivo di circa 11,5 milioni di euro

La guardia di finanza di Reggio Calabria, in seguito a provvedimento emesso dal Tribunale di Reggio Calabria, ha confiscato beni – per un valore complessivo stimato in circa 11,5 milioni di euro – riconducibili ad un imprenditore gioiese operante nel settore della raccolta e gestione di rifiuti.
La figura criminale dell’indagato era emersa, tra le altre, nell’operazione “MALAPIGNA”, condotta dai Carabinieri del N.I.P.A.A.F. di Reggio Calabria, nel cui ambito è stato ritenuto capo, promotore ed organizzatore della cosca “PIROMALLI”, della quale sarebbe divenuto, nel corso del tempo, il finanziatore ed il braccio economico imprenditoriale.
L’imprenditore sarebbe stabilmente inserito nel sodalizio quanto meno a partire dagli anni ’90, dapprima quale mero partecipe per poi assumere un ruolo verticistico e la funzione di imprenditore mafioso, operante, in particolare, nel settore dello smaltimento dei rifiuti ferrosi e metallici ed in grado, proprio in virtù della caratura criminale elevata, di intrattenere rapporti illeciti con esponenti di altre consorterie mafiose.
In quanto braccio economico-imprenditoriale della cosca, inoltre, il predetto metteva a disposizione le proprie imprese per consentire alla ‘ndrangheta di riciclare proventi illeciti.
Alla luce di tali risultanze è stato disporto la confisca di di tutto il patrimonio già in sequestro dal 2022, costituito dall’intero compendio aziendale di n. 3 società ed 1 ditta individuale
operanti nei settori dello smaltimento di rifiuti metallici e delle costruzioni – comprensivi di 37 tra autoveicoli ed automezzi e delle quote di proprietà di 3 terreni ubicati in provincia di Reggio Calabria – 4 fabbricati ubicati in provincia di Regio Calabria, 27 orologi di lusso, svariate tipologie di gioielli ed oggetti preziosi, circa 75 mila euro in contanti, nonché tutti i rapporti bancari/finanziari/assicurativi e relative disponibilità, per un valore complessivo stimato in circa 11,5 milioni di euro.
Inoltre l’imprenditore è stato sottoposto alla misura di prevenzione personale della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza per la durata di anni 4, con obbligo di soggiorno nel
comune di residenza o di dimora abituale.

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