I carabinieri della Compagnia di Cirò Marina hanno arrestato un ventenne del posto destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dal Tribunale di Arona (Tenerife, Spagna), per il tentato omicidio di un turista inglese avvenuto tre giorni fa.
L’indagato, secondo l’accusa, a Playa de las Américas, cuore della movida di Tenerife, avrebbe sottratto con violenza uno smartphone a una giovane donna in Avenida Rafael Puig Lluvina, nei pressi del noto locale “Oasis”.
Un amico della vittima, un cittadino britannico di 18 anni, è intervenuto in soccorso della ragazza inseguendo il malvivente.
Una volta raggiunto, il giovane è stato raggiunto da due coltellate nella zona costale e cervicale. Il ragazzo è stato soccorso in condizioni critiche e trasferito d’urgenza in terapia intensiva nel locale ospedale.
L’aggressore, secondo la ricostruzione, prima di fuggire avrebbe tentato di colpire ripetutamente anche la donna, non riuscendovi per cause indipendenti dalla sua volontà.
L’azione dei carabinieri di Cirò Marina si è svolta in sinergia con il Servizio Sirene (Supplementary information request at the national entries), che ha coordinato lo scambio informativo con le autorità spagnole.
L’indagato è riuscito a lasciare Tenerife e a imbarcarsi su un volo da Siviglia verso Bari per rientrare in Italia ma la rete di monitoraggio internazionale ha permesso ai militari dell’Arma di intercettarlo e di procedere all’esecuzione del provvedimento restrittivo a soli tre giorni dal delitto.
“Smentisco fermamente che sia stato rintracciato dalle forze dell’ordine: non appena ha appreso di essere ricercato, mi ha contattato per consegnarsi spontaneamente ai carabinieri, il ragazzo è distrutto e profondamente affranto, è in lacrime e il suo pensiero è costantemente rivolto alle condizioni di salute della vittima”.
Così l’avvocato Mariano Salerno descrive i sentimenti del giovane di Cirò Marina.
“Il ragazzo – afferma il legale – ribadisce, inoltre, che l’episodio è scaturito per futili motivi e che non c’è stato alcun tentativo di rapina o di sottrazione del telefono cellulare.
Il mio assistito – continua Salerno – proviene da una famiglia perbene e da un contesto molto sano.
L’aspetto centrale della nostra linea difensiva è che non presteremo il consenso al mandato di arresto europeo e, di conseguenza, all’estradizione. Attendiamo le determinazioni della Corte d’Appello di Catanzaro, poiché riteniamo che eventuali misure cautelari o di altra natura possano essere applicate ed eseguite in Italia, dove sussistono tutte le garanzie necessarie per celebrare il processo con la dovuta serenità”.

