Sono 19 gli indagati per i quali la Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulle doppie fatture pagate dall’Azienda sanitaria provinciale in favore di uno studio radiologico di Siderno. Nell’indagine, che stamattina ha portato al sequestro di beni mobili e immobili per oltre 4 milioni di euro, ci sono indagati imprenditori, funzionari pubblici e anche l’ex assessore regionale Maria Teresa Fragomeni. La Fragomeni sarebbe “socia di fatto” dello studio, convenzionato con il sistema sanitario nazionale. “Anche spendendo la propria carica politica, – è scritto nel capo di imputazione in cui la Procura le contesta il reato di truffa – si adoperava affinché lo studio venisse preferito ad altre ditte creditrici nella scelta delle società con cui transigere”. Lo scorso dicembre i magistrati avevano chiuso le indagini oltre che per la Fragomeni, anche per il legale rappresentante dello studio, i soci, gli amministratori di fatto, il legale dello studio, i vertici e i funzionari dell’Asp, e l’allora commissario straordinario Santo Gioffré. I fatti si sono verificati pochi giorni dopo l’insediamento di quest’ultimo che è accusato di aver firmato, il 3 aprile 2015, un mandato di pagamento all’istituto radiologico per una transazione di quasi 8 milioni di euro. Cento le fatture presentate, gran parte delle quali erano state già liquidate per 4 milioni di euro. I funzionari pubblici sono stati segnalati alla Corte dei conti per danno erariale.

