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Febbraio,18,2026

Omicidio Caruso, un mozzicone di sigaretta riapre le indagini dopo 30 anni

Una traccia che potrebbe segnare la svolta.
Un mozzicone di sigaretta ritrovato a poca distanza dal cadavere.
Così la Dda di Reggio Calabria ha riaperto le indagini su un omicidio di mafia avvenuto 30 anni fa. Si tratta del delitto di Giovanni Caruso, un uomo di 39 anni il cui cadavere fu trovato nella notte dell’11 ottobre 1996 in un casolare di Cittanova, in provincia di Reggio Calabria.
Caruso venne ucciso con diversi colpi di fucile calibro 12 e il suo corpo fu rinvenuto nei pressi del cimitero, di cui era manutentore. A distanza di anni, adesso, un’analisi scientifica ha riaperto il caso maturato in un momento storico in cui nella zona della Piana di Gioia Tauro si era appena consumata una cruenta faida tra i Facchineri e il clan Albanese, Raso e Gullace.
In una prima fase le indagini avevano scandagliato la vita privata della vittima che era in procinto di avviare un frantoio con un socio. Gli inquirenti non avevano escluso che Caruso fosse stato avvicinato dalle consorterie criminali interessate alla futura attività. Poco prima di essere freddato il 39enne stava per accendersi una sigaretta ma non aveva fatto in tempo e, a poca distanza dal cadavere, gli investigatori avevano trovato il mozzicone di un’altra sigaretta, probabilmente fumata da chi era in compagnia di Caruso mentre lui stesso stava estraendo il pacchetto dal taschino.
Quel mozzicone è stato analizzato dai carabinieri del Ris di Messina e, grazie ai risultati ottenibili oggi a differenza di quelli ricavabili nel 1996, quel mozzicone è diventato una miniera d’oro biologica capace di restituire il corredo genetico di chi si trovava in quel luogo al momento del delitto. Adesso è possibile effettuare le comparazioni con i possibili autori o concorrenti nel reato emersi all’epoca dei fatti.
Una prima comparazione genetica è stata già effettuata su un potenziale soggetto coinvolto nel delitto. Al momento si tratta di un accertamento tecnico non ripetibile disposto dalla Dda di Reggio Calabria, guidata dal procuratore Giuseppe Borrelli e dall’aggiunto Stefano Musolino. Nelle prossime settimane, quindi, i carabinieri del Ris di Messina potranno verificare se c’è un collegamento tra quel mozzicone e il soggetto “potenziale autore o concorrente” nell’omicidio di Giovanni Caruso.(ANSA)

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