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Febbraio,16,2026

LA VICENDA DI TOMMASO NON FACCIA PERDERE FIDUCIA NEI TRAPIANTI

Nessuno scoraggiamento o diffidenza nei confronti dei trapianti, la vicenda del bambino di Napoli non deve allontanare dalle donazioni. A dirlo è Reginald Green, il padre Nicholas, ucciso in un tentativo di rapina nel 1994 durante un viaggio con la famiglia in auto sulla Salerno Reggio Calabria. Intervistato dal quotidiano La Stampa spiega che non si scoraggerebbe di fronte alla vicenda di questi giorni e che continuerebbe a credere nel valore della donazione. “Il trapianto – dichiara – è un miracolo della medicina: oltre il 75% dei riceventi di un cuore è ancora vivo cinque anni dopo. Anche se all’epoca in cui Nicholas fu ucciso i tassi di donazione in Italia erano tra i più bassi dell’Unione Europea, le competenze mediche c’erano quando sono servite. Ma la storia di Tommaso ci ricorderebbe comunque quanto sia preziosa ogni donazione. Ogni famiglia che ha un membro in morte cerebrale può scegliere tra seppellire gli organi o salvare la vita di diversi pazienti che, col tempo, moriranno senza un trapianto”. E a dimostrazione della sua fiducia nel sistema dei trapianti conclude: “Ho 97 anni e passo ancora ore ogni giorno facendo cose che spero aumentino i tassi di donazione in tutto il mondo”. Intanto un nuovo studio pubblicato su un’importante rivista scientifica dimostra che l’intelligenza artificiale può ridurre i falsi positivi combinando lettura dell’Ecg e anamnesi.
Un cambio di paradigma che apre la strada a una prevenzione di precisione. Anche l’elettrocardiogramma, che ormai ha oltre mezzo secolo di vita (il primo risale al 1953 ed è stato realizzato all’Università di Lund, in Svezia), sta vivendo una seconda giovinezza grazie all’intelligenza artificiale (Ai). I modelli di apprendimento profondo riescono oggi ad analizzare segnali elettrici del cuore con una precisione che spesso supera gli strumenti tradizionali di lettura automatica e si avvicina – o in alcuni casi supera – l’interpretazione umana specializzata. Questo sviluppo si basa su tecnologie come machine learning e deep learning, che riconoscono schemi complessi e segnali sottili non identificabili dall’occhio clinico e possono migliorare sensibilità e specificità diagnostica rispetto ai metodi storici. L’Ai non si limita a riconoscere condizioni già manifeste. Alcune ricerche mostrano che algoritmi Ai-Ecg possono identificare pazienti a rischio di scompenso cardiaco con precisione elevata, associando un test positivo a una probabilità significativamente maggiore di successiva insorgenza della malattia rispetto alla valutazione clinica tradizionale. Testato su oltre 150 mila persone e validato esternamente nella UK Biobank, il modello ha ridotto i falsi positivi dell’87,8%, mantenendo un’elevata capacità di identificare patologie gravi come la disfunzione sistolica ventricolare sinistra. «Studi come questo dimostrano che l’Ai può funzionare davvero solo quando viene messa dalla parte giusta della sanità: al fianco degli operatori sanitari e degli assistiti.

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