“Buona la prima! Chiude con oltre 5.000 visitatori la Prima Mostra di Arte Presepiale “Enzo Rotella” che si è tenuta dal 14 dicembre al 6 gennaio, nella storica Chiesa di San Giovanni Battista a Catanzaro. Un evento che si è confermato come un appuntamento di rilievo per la città e per l’intera regione.
Un percorso affascinante che ha unito arte, devozione e tradizione, partendo dall’Appennino umbro-marchigiano, passando per Roma, Rieti, toccando la Napoli dei maestri di San Gregorio Armeno, fino ad arrivare in Calabria, attraversando tutte le province e approdando proprio a Catanzaro.
Non semplici espositori, ma artisti, artigiani e presepisti giunti nel capoluogo, per rendere omaggio a Enzo Rotella, Assistente Capo Coordinatore della Polizia di Stato presso il Compartimento di Polizia Stradale di Catanzaro con una innata passione per l’arte soprattutto quella presepiale. Scomparso prematuramente il 20 settembre 2020, è stato capace di lasciare un segno profondo attraverso questa passione, fatta di fede, arte e un pizzico di magia soprattutto per i bambini. Sono infatti loro, ad emozionarsi e a lasciarsi attrarre da quel “…mondo perfetto”, spesso raccontato da Enzo nelle sue opere e rappresentato da ciascun presepista in ogni pezzo.
Tra le scene più emozionanti vi è il calzolaio, opera dedicata proprio da Enzo a suo padre, Francesco Rotella detto mastro Ciccio “U scarparu” (storica figura catanzarese che aveva la bottega nei pressi della Chiesa di San Giovanni) ritratto mentre lavora a suon di martello e a lume di candela. Nella stessa scena, al tepore del braciere si accompagna un angolo particolare in cui si scorgono un tagliere, una soppressata e un pezzo di pane: il cosiddetto “Prontu soccorsu”.
Altro non era che un momento di aggregazione in cui si riunivano i ragazzi del quartiere, per degustare prodotti tipici e raccontarsi storie e aneddoti dell’epoca. Il tutto avveniva all’interno della bottega di Mastro Ciccio e quel dettaglio così minuziosamente riprodotto, non è sfuggito infatti, all’occhio attento di quei visitatori che hanno vissuto direttamente quei momenti in compagnia di Enzo e del suo caro papà.
Percorrendo la mostra, ci ritroviamo nella calda penombra di una casa antica, dove il tempo sembra essersi fermato: un camino acceso in cui il fuoco crepita piano e si diffonde un calore familiare che abbraccia ogni cosa. In quell’atmosfera magica, donna Rosa, mamma di Enzo Rotella, è al lavoro, immortalata nell’atto di stendere l’impasto per il pane.
Entrambe, Ciccio e Rosa, sono due figure realizzate in terracotta e animate da motorini che li rendono degli autentici pastori in movimento, che il caro Enzo realizzò quando ancora era in vita e rese ancora più vive, dall’amore del figlio-artista. A fare da contorno alle sue opere ci sono stati presepi napoletani, presepi popolari, presepi storici, ulivi secolari, ruderi, templi diroccati, miniature, una mostra varia e suggestiva in cui sono stati raccontati borghi, scorci, tradizioni e antichi mestieri, riprodotti con cura secondo le tecniche della tradizione presepiale, trasformando ogni angolo in un messaggio di fede e memoria, vero strumento di evangelizzazione. Ogni artista ha fatto sì che attraverso la propria opera, si creasse un attimo di riflessione, per tornare alle origini, nel luogo dove silenzio e semplicità riconducono l’osservatore al senso autentico delle cose, al valore profondo di ciò che resta.
La serata conclusiva, quella del 6 gennaio, si è svolta con la celebrazione liturgica di Monsignor Salvatore Cognetti (Don Salvino), Vicario Generale dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, il quale nell’omelia ha ricordato la figura di Enzo fin da ragazzo, come uomo e come parrocchiano. A fine messa c’è stata la consegna delle targhe di partecipazione e il doveroso intervento del Priore della Reale Arciconfraternita dei S.S. Giovanni Battista ed Evangelista dei Cavalieri di Malta ad Honorem, Luigi Critelli, il quale ha sottolineato l’importanza dell’opera svolta dal confratello Enzo Rotella nel corso degli anni, tra realizzazione di presepi artistici, parati e tutto il lavoro necessario per preparare la Naca, negli anni in cui la turnazione prevedeva l’uscita proprio dalla Chiesa di San Giovanni.
Con questa iniziativa si è dato lustro allo spessore artistico delle opere e dei lavori che sono stati esposti, e come ogni evento vi è stato un grande lavoro dietro le quinte, una sinergia di forze che ha consentito di garantire l’apertura della mostra anche nei giorni festivi, e durante le solenni celebrazioni liturgiche, per poter accogliere ogni giorno curiosi, appassionati, artisti, turisti e tutte quelle persone che, nel trascorrere le festività natalizie nel capoluogo calabrese, hanno avuto la possibilità di visitare questa mostra. A riguardo, si sottolinea l’impegno e il servizio svolto dai volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri della Sezione di Catanzaro per l’intera durata della manifestazione. Non solo un evento, costruito con dedizione e passione, frutto di un lavoro iniziato mesi prima dell’estate, ma un momento che ha saputo unire comunità, istituzioni e cultura in ricordo di un uomo che, con l’umiltà che lo ha sempre contraddistinto, ha lasciato un’impronta indelebile di spessore umano e artistico. La manifestazione, svoltasi non a caso nella Parrocchia di San Giovanni Battista, guidata oggi da Don Salvino Cognetti e Don Massimo Cardamone, è stata organizzata con cura e profondo affetto dagli amici di Enzo Rotella, che hanno voluto rendergli un tributo autentico, fatto di arte, memoria e gratitudine. Un gesto corale per onorare la sua passione e il segno indelebile lasciato nella sua città.



